
Causa climatica ExxonMobil, la sfida alla Corte Suprema Usa
Causa climatica ExxonMobil, la Corte Suprema Usa valuta i limiti della responsabilità delle compagnie fossili per i danni del cambiamento climatico
di Cecilia Capanna
La Corte Suprema degli Stati Uniti esamina la causa climatica intentata da Boulder, in Colorado, contro ExxonMobil e Suncor Energy, in un procedimento che potrebbe ridefinire i confini della responsabilità delle grandi compagnie petrolifere per i danni associati al riscaldamento globale.
L’udienza del 5 ottobre 2026 apre il nuovo termine della Corte e mette al centro una domanda destinata ad avere conseguenze ben oltre il Colorado: una città o uno Stato americano può utilizzare le proprie leggi per chiedere alle aziende fossili un risarcimento per i costi provocati dal cambiamento climatico?
Perché negli Usa le città fanno causa alle compagnie petrolifere
Per capire il caso è necessario un breve antefatto. Negli Stati Uniti, città, contee e Stati possono promuovere cause civili per ottenere un risarcimento quando ritengono che la condotta di un’impresa abbia provocato danni alla collettività. Negli ultimi anni questo strumento è stato utilizzato sempre più spesso anche sul fronte climatico.
Il punto di partenza è la crescente evidenza scientifica sugli effetti delle emissioni di gas serra. L’IPCC, il principale organismo scientifico internazionale sul cambiamento climatico, ha concluso che le attività umane hanno inequivocabilmente riscaldato atmosfera, oceani e terre emerse. Secondo il rapporto di sintesi del 2023, le attività umane, soprattutto attraverso le emissioni di gas serra, hanno causato il riscaldamento globale osservato.
Da qui è nata negli Stati Uniti una strategia giudiziaria particolare. Le amministrazioni locali non chiedono necessariamente alla magistratura di imporre una politica climatica nazionale. Sostengono invece che alcune società energetiche debbano contribuire ai costi sostenuti dalle comunità per affrontare conseguenze come incendi, alluvioni, ondate di calore e altri impatti climatici.
È un’impostazione che ricorda, almeno per alcuni aspetti, il contenzioso contro l’industria del tabacco sviluppatosi negli anni Novanta. Anche allora Stati e amministrazioni sostennero che le aziende avessero contribuito a creare un problema di salute pubblica e chiesero loro di partecipare ai costi provocati dai danni.
Il confronto con l’Italia è interessante. Qui si è tentato infatti di avviare “Giudizio Universale”, la climate litigation italiana contro lo Stato. Un’azione legale che imputa al governo doveri e responsabilità nell’azione contro il cambiamento climatico. E che inoltre chiede, in prospettiva, di affrontare anche il tema dei danni e dei relativi risarcimenti. Il contenzioso, tuttavia, non ha avuto ancora buon esito. Mentre oggi si affronta la gestione economica dei danni climatici più che altro attraverso strumenti di politica assicurativa.
La causa climatica di Boulder contro ExxonMobil e Suncor
La controversia del Colorado è iniziata nel 2018, quando la città e la contea di Boulder hanno citato in giudizio ExxonMobil e Suncor. Gli enti locali sostengono che le attività delle compagnie abbiano contribuito al cambiamento climatico e che le società abbiano inoltre nascosto o minimizzato per anni i rischi legati all’utilizzo dei combustibili fossili.
Boulder chiede quindi un risarcimento per i danni e i costi sostenuti e previsti per affrontare gli effetti del cambiamento climatico sul territorio. Tra gli eventi che hanno aumentato la rilevanza della controversia c’è il Marshall Fire del dicembre 2021. Difficile dimenticare il devastante incendio che colpì Boulder County e provocò danni stimati intorno ai 2 miliardi di dollari.
La contea precisa però che il processo non mira a risolvere il cambiamento climatico. La sua posizione è più circoscritta: se le aziende hanno contribuito a creare il problema e hanno tratto profitto dalla vendita dei combustibili fossili, dovrebbero contribuire anche ai costi sostenuti dalle comunità per affrontarne le conseguenze.
ExxonMobil e Suncor: la questione deve essere federale
Le compagnie petrolifere contestano radicalmente questa impostazione. ExxonMobil e Suncor sostengono che le emissioni di gas serra costituiscano un fenomeno globale e interstatale, impossibile da disciplinare attraverso una molteplicità di leggi statali.
Secondo le società, la normativa federale, in particolare il Clean Air Act, impedirebbe di utilizzare il diritto statale per ottenere risarcimenti legati agli effetti delle emissioni di gas serra. Il rischio, secondo la loro tesi, è creare una situazione nella quale ogni Stato o città possa stabilire autonomamente la responsabilità delle imprese per un fenomeno che supera i confini territoriali.
La domanda davanti alla Corte Suprema non è dunque se il cambiamento climatico esista o se i combustibili fossili producano emissioni. Il vero nodo è giuridico: chi ha il potere di stabilire le regole e attraverso quale sistema giudiziario possono essere richiesti i danni?
Perché la decisione può avere conseguenze nazionali
La causa di Boulder è diventata un caso di riferimento perché non è isolata. Negli Stati Uniti sono state avviate quasi 60 controversie simili da parte di Stati, città e amministrazioni locali contro società del settore dei combustibili fossili. Molte di queste azioni si basano proprio sull’idea che le compagnie debbano rispondere dei danni climatici secondo il diritto dei singoli Stati.
Per l’industria petrolifera, lasciare che queste cause procedano potrebbe comportare richieste di risarcimento potenzialmente enormi e una moltiplicazione delle responsabilità a livello locale. Per le amministrazioni, invece, una sentenza favorevole potrebbe aprire la strada al recupero di una parte dei costi sostenuti per adattare infrastrutture e servizi pubblici a un clima sempre più estremo.
Il precedente immediato è importante: nel maggio 2025 la Corte Suprema del Colorado ha stabilito che la causa di Boulder poteva procedere sulla base del diritto statale. ExxonMobil e Suncor hanno quindi chiesto l’intervento della Corte Suprema federale.
La Corte Suprema decide con otto giudici
Il procedimento presenta anche un elemento insolito. Il giudice Samuel Alito si è ricusato e non parteciperà alla decisione. Alito non possiede azioni delle due società direttamente coinvolte, ma detiene partecipazioni in altre aziende petrolifere, tra cui ConocoPhillips e Phillips 66. La sua assenza lascia la Corte con otto giudici e rende possibile, almeno in teoria, un pareggio di quattro voti contro quattro.
Un eventuale pareggio non significherebbe una vittoria definitiva di Boulder. In quel caso resterebbe in vigore la decisione del tribunale del Colorado, consentendo alla causa di proseguire a livello statale. La Corte potrebbe inoltre decidere di non affrontare ancora il merito della controversia, ritenendo che il ricorso non sia sufficientemente maturo o che vi siano questioni di competenza da risolvere. Il docket ufficiale mostra infatti che tra le questioni sottoposte ai giudici c’è anche quella relativa alla loro giurisdizione.
La decisione è attesa entro giugno 2027
La Corte Suprema ha fissato l’udienza per il 5 ottobre 2026. Una decisione è attesa entro la fine di giugno 2027, come normalmente avviene per i casi discussi durante il termine annuale.
Qualunque sarà l’esito, la causa climatica ExxonMobil potrebbe diventare un precedente fondamentale per il contenzioso ambientale negli Stati Uniti. Se Boulder avrà il via libera, la sua causa potrà proseguire e altre amministrazioni potrebbero trovare una strada più solida per chiedere risarcimenti alle compagnie fossili. Se invece la Corte accoglierà la posizione di ExxonMobil e Suncor, molte delle cause basate sul diritto statale potrebbero essere compromesse.
Per la prima volta, quindi, la Corte Suprema si trova davanti a una questione che non riguarda soltanto la politica climatica, ma anche il modo in cui il sistema giudiziario americano deve distribuire la responsabilità economica di una crisi globale.
Questa versione rende l’articolo più accessibile a un pubblico italiano senza trasformarlo in un pezzo divulgativo: l’antefatto spiega come funziona il contenzioso climatico negli Usa, perché Boulder può agire in giudizio e qual è il vero conflitto giuridico.

