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Calcio e Transizione Ecologica: chi sono i Forrest Green Rovers, i campioni green

Calcio e Transizione Ecologica: chi sono i Forrest Green Rovers, i campioni green

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Il calcio può fare da traino alla Transizione Ecologica, la squadra tutta verde dei Forrest Green Rovers lo sta dimostrando, ecco come.

Il calcio è lo sport più seguito al mondo. Decine di milioni di tifosi sostengono la propria squadra del cuore affollando gli stadi. Milioni di giovani considerano i campioni del pallone quasi degli dei, li emulano, ne seguono le prodezze e anche la vita privata.

Ebbene, la Transizione Ecologica potrebbe cavalcare la popolarità del calcio. Questa è stata l’idea che ha fatto diventare i Forrest Green Rovers la squadra di calcio più sostenibile del pianeta.

Chi sono i Forrest Green Rovers?

Regno Unito, contea del Glouchestershire nel sud-ovest dell’Inghilterra, a Nailsworth più precisamente. È qui che giocano i Forrest Green Rovers, i campioni green. Nati nel lontano 1889, dopo varie vicissitudini i FGR giocano attualmente nella Football League Two, la quarta divisione del campionato inglese.

Dopo varie vicissitudini, tra cui le Guerre Mondiali, l’imprenditore nelle rinnovabili Dale Vince nel 2011 compra la società e dà il via alla rivoluzione green. La maglia diventa rigorosamente verde e la squadra comincia a misurare il proprio impatto ambientale, con l’obiettivo di ridurlo al minimo. Finché nel 2015 i Forrest Green Rovers diventano la prima e unica squadra vegan del pianeta ed è la prima squadra ad impatto zero, con tanto di certificazione ONU. Di fatto, la svolta del 2011 ha ridotto la carbon footprint dei Forrest Green Rovers (l’impatto ambientale per produzione di Co2) di quasi il 30%.

Il Bolt New Loan: lo stadio verde dei Forrest Green Rovers

Quali sono stati i cambiamenti fondamentali che stanno dimostrando quanto il calcio possa ridurre il proprio impatto ambientale? Innanzitutto i Forrest Green Rovers hanno il loro stadio: il Bolt New Loan. Potrebbe somigliare a tutti gli altri impianti sportivi che ospitano allenamenti e partite di calcio ma non è così. Lo “stadio verde” infatti è stato progettato nei minimi dettagli per limitare al massimo l’impatto ambientale. Ecco come:

  • Energia verde – L’intero impianto è alimentato da energia rinnovabile al 100%, sia fornita dalla compagnia britannica green Ecotricity, sia prodotta dai pannelli solari sul tetto dello stadio e dal solar tracker all’ingresso.
  • Prato biologico – L’erba del campo non è trattata con pesticidi e diserbanti.
  • Falciaerba sostenibile – Il prato viene tagliato da un robot-falciaerba elettrico, manovrato automaticamente con il GPS e alimentato da energia solare.
  • Irrigazione “piovana” – Il campo viene prevalentemente irrigato con l’acqua piovana appositamente raccolta.
  • Colonnine di ricarica – La società calcistica e i giocatori in particolare raccomandano ai propri tifosi di recarsi alle partite con mezzi elettrici o ecosostenibili e il parcheggio dello stadio offre colonnine di ricarica per le auto elettriche.

La prima squadra di calcio vegana

Gli allevamenti intensivi sono tra i maggiori responsabili del surriscaldamento terrestre. Le loro emissioni di Co2 sono tra le più consistenti, per questo già dal 2015 i Forrest Green Rovers hanno deciso di non mangiare più cibo che deriva da animali. Come dimostrano Sergio Aguero, Lionel Messi, Venus Williams e Lewis Hamilton, la dieta vegana oltretutto migliora le prestazioni mantenendo i giocatori “in condizione” perfetta.

Inoltre, al posto dei classici hamburger di carne, nell’intervallo delle partite i tifosi possono sfamarsi con snack salutari come Q Pies, hamburger, fajitas o pasticcini speziati vegan, tutto con ingredienti a km 0.

Per questo nel 2017 i FGR sono stati ufficialmente riconosciuti e certificati da The Vegan Society come la prima squadra di calcio vegana.

Le nuove sfide ecologiche dei FGR

I Forrest Green Rovers non si fermano certo ai risultati ottenuti, sebbene già notevoli. Il prossimo obiettivo è quello di costruire “lo stadio più verde del mondo”: l’Eco Park.

Il progetto è nientemeno firmato dalla famosissima Zaha Hadid, ritenuta una delle più grandi figure dell’architettura contemporanea. Con una capienza di 5.000 spettatori, sarà realizzato completamente in legno. Il parco circostante ospiterà 500 alberi e sarà recintato con siepi per una lunghezza di quasi 2 km.

Inoltre, per l’impegno preso con lo Sport for Climate Action delle Nazioni Unite, il club calcistico più green del mondo punta a ridurre ulteriormente le proprie emissioni fino al 50% entro il 2030. A tal proposito è stata stilata una mappa di fattibilità con tappe ben precise da seguire per raggiungere questo importante risultato.

Quali sono gli stadi green nel mondo

Fortunatamente, oltre al Bolt New Loan e al futuro Eco Park, ci sono altri impianti calcistici green o sono in via di realizzazione.

Il caso più famoso è la ristrutturazione in corso del Santiago Bernabéu. Lo stadio del Real Madrid promette di diventare un gioiello dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale.

Ancora in Inghilterra, il Tottenham Hotspur Stadium è dotato di pannelli solari e l’Emirates Stadium dell’Arsenal mira a riciclare 10 tonnellate al mese di cartone e vetro riducendo del 20% la spesa energetica complessiva.

Anche in Italia si è cercato di contenere l’impatto ambientale con lo Stadio Friuli di Udine e lo Juventus Stadium di Torino. Il calcio di inizio è stato dato, la speranza è che questa hola prosegua consistente e che tutte le squadre del mondo e i loro stadi siano di esempio per rispettare l’ambiente e contrastare il cambio climatico, a partire dal tanto discusso futuro stadio della Roma.

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